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Recensione di “Aut Aut” di Donato Zoppo

DOMENICA 4 OTTOBRE 2009

Chi va con lo Zoppo… ascolta ‘Aut aut’, il nuovo disco degli PSICOSUONO

Una giovane band che mi colpì qualche anno fa per la piacevole miscela tra rock melodico all’italiana, atmosfere liquide e visionarie alla Pink Floyd e un gusto per l’arrangiamento tutto figlio del progressive. Sono gli Psicosuono da Milano, che ritroviamo con una formazione rinnovata (oggi in quartetto) e un nuovo progetto dal titolo “Aut Aut”, curato da un produttore di lusso come Livio Magnini dei Bluvertigo.

Il disco è sicuramente messo a fuoco meglio rispetto al promo precedente: la band ha avuto la possibilità di esibirsi spesso dal vivo e la modifica della formazione ha donato maggior concretezza al songwriting, che oggi risulta più immediato e secco. Basta ascoltare la fulminante opener “Sonno della notte” per capire l’impalcatura del lavoro: un rock melodico ben congegnato, scorrevole e realizzato con brio per valorizzare le doti vocali di Elisabetta Giglioli. “Mistica” è probabilmente il momento più alto e il brano che meglio rappresenta la band, nell’elegante fusione tra art-rock e ricami funky-fusion alla Doobie Brothers, come la stessa “Omega”; di approccio diverso - in equilibrio tra intensità melodica e ricerca - “Il tuo destino” e la title-track. I riferimenti alle atmosfere floydiane tornano in “Calpesta e scivola”.

Il chitarrista Stefano De Marchi è il fulcro della band: autore di tutti i pezzi, garantisce un buon equilibrio generale. Se per questo motivo “Aut aut” è un lp omogeneo e con una cifra stilistica abbastanza definita, è anche vero che il principale difetto è la mancanza di una personalità forte, che possa distinguere gli Psicosuono dalle altre band dell’underground italiano.

“Aut aut” è comunque un disco grazioso. Un ottimo primo passo per un gruppo al quale auguriamo una grande crescita.

http://donatozoppo.blogspot.com/

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Nuovo articolo sugli Psicosuono su “Il Giorno”!!!

Oggi, 14 Agosto 2009, è uscito su “Il Giorno” (inserto Padernese pagine 6-7) un nuovo articolo sugli Psicosuono!

Nelle due pagine scritte da Simona Ballatore troverete news ed informazioni sul videoclip “Iride” e sui progetti futuri della band.

Correte in edicola a comprarlo!

Presto inseriremo sul sito questo ed altri articoli usciti su di noi nelle scorse settimane in formato pdf.

BUONE VACANZE!

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Recensione di “AUT AUT” di Massimo Salari

Il mondo del Rock è davvero grande, intersecato da numerose strade, che portano ognuna in un magnifico posto. In realtà i panorami che si aprono avanti a noi durante gli ascolti, sono sempre di natura soggettiva, molto personali. Non è sempre bello per tutti, ciò che piace ad ognuno di noi e questo è ovviamente questione di gusti. Ma su una cosa non si discute: l’arte di saper suonare e di comunicare con professionalità le proprie emozioni, questo è un fattore comune per tutti. Sembrerebbero parole difficili, che vanno a scavare chissà in quale concetto ed invece vogliono solo sottolineare che, la musica quando è ben fatta è solo Arte, qualunque essa sia.

Certamente siamo abituati a passare per capolavori la maggior parte dei dischi stranieri, difficilmente mettiamo questo epiteto ad un disco italiano. Siamo da sempre un popolo di esterofili, specialmente se parliamo di America od Inghilterra.

Ma cosa deve fare u na band italiana per passare almeno per un attimo sotto l’attenzione del pubblico? Avere agganci giusti direte voi, allora così ci perdiamo il buon 90% delle band interessanti.

Questo preambolo non vuole essere una polemica e tantomeno “Aut Aut” un capolavoro, è solo l’amara considerazione di una situazione artistica che, giorno dopo giorno, sembra radicarsi sull’ inutile e lo scontato: il nulla.

Ecco perché voglio sottolineare questo lavoro, perché di Rock commerciale, quello fatto di buone melodie ed ammiccamenti, ne è pieno il mondo e quando c’è una voce che per un attimo fuoriesce dal coro, mostrando idee, beh, lasciatemelo raccontare.

Non siamo al cospetto di un disco Progressivo nel puro termine della parola, ma come tendenza ne ha a che fare. Siamo nel Rock, ma fra le canzoni si aggirano buoni assolo di chitarra che ricordano i Pink Floyd, del Jazz alla Matt Bianco, folclore e tanti anni ’70. La band mostra una grande cultura in merito.

Ma andiamo con ordine, gli Psicosuono si formano a Paderno Dugnano (Milano) nel 2004 e questo “Aut Aut” è il loro debutto discografico. La band è composta da Stefano De Marchi (Chitarre), Elisabetta Giglioli (Voce e percussioni), Antonello Colamonaco (basso) e da Emanuele Luisi (Batteria). Le tastiere che si se ntono sono dello special guest Johnny Pozzi.

La qualità sonora è più che discreta e l’artwork che accompagna il supporto sonoro è ben realizzato, con tanto di testi e di foto.

Il disco si apre con “Sonno Della Notte”, esempio concreto della cultura musicale della band a cui mi riferivo in precedenza, un intro Pinkfloydiano lascia spazio ad un Rock apparentemente moderno, ma che si appoggia sulle tastiere in stile anni ’70. Un mix preciso e gradevole.

“Mistica” gioca con la bella voce di Elisabetta e la ogni-presente chitarra di Stefano da il meglio di se durante gli assolo, non solo nella ritmica tendente al Funky.

Ma secondo il mio gusto personale, è “Iride” uno dei pezzi più belli di questo album, un brano cha gioca sull’altalena delle sensazioni. Il merito risiede nel piccolo e semplice supporto delle tastiere, autrici di un giro breve di note che centrano il bersaglio, un poco come facevano Le Orme negli anni ’70. Di questo brano potete goderne anche il video (http://www.youtube.com/watch?vKd0bU33__Ts )

“Omega” è un altro palcoscenico per Elisabetta e proprio qui mi riferivo in precedenza ai Matt Bianco.

“Il Tuo Destino” è invece un’altra canzone che vive il suo migliore momento nel crescendo sonoro, comunque sempre orecchiabile e di facile memorizzazione. Segue “Aut Aut”, e qui c’è di che dire, fra folclore e jazz, un mix esplosivo di suoni che si vanno a scontrare con un improvviso assolo di batteria che, a sua volta, ci lascia in balia di un autentico volo pindarico nell’enfasi del Progressive Rock.

“Calpesta E Scivola!” è una semiballata ordinaria, pur sempre gradevole, mentre “L’Occhio Dell’Uragano” alza il tiro e rende il suono più psichedelico, fumoso ed intimistico, impreziosito da un assolo di chitarra assolutamente da non perdere.

Il disco si conclude con “Vedere In Lui” e qui c’è la migliore L’Aura , una cantante italiana poco valutata ma davvero brava.

Dunque questo “Aut Aut” è un viaggio sonoro che consiglio a tutti, non solo a chi ama il Rock od il cantautoriale, qui c’è molta cultura sonora e sono sicuro che ognuno di voi riuscirà ad estrapolare da esso un frammento di piacere.

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Recensione di “AUT AUT” su kdcobain.it


[recensione] Psicosuono - Aut Aut (2008)

[etichetta: Ambrosiana]  Psicosuono - Aut AutProdotti da Livio Magnini dei Bluvertigo, gli Psicosuono presentano il loro primo album che suona come un omaggio al progressive rock degli anni 70 attualizzato con innumerevoli contaminazioni dal jazz al funky al blues. Per inquadrare lo stile dei Psicosuono si potrebbe partire dai PFM ma con voce femminile. Un songwriting ben impostato e ricco di incursioni barocche, tutto rigorosamente cantato in italiano. I continui cambi di ritmo rispondono ai canoni del genere proposto evidenziando una spiccata tecnica di questi musicisti. La voce di Elisabetta Giglioli esprime al meglio la tensione emotiva che si respira ascoltando le nove variegate tracce che compongono “Aut aut”, rendendo il fluire dei brani molto piacevole. Sempre in bilico tra mistero, introspezione e poesia, il debutto degli Psicosuono risulta un ottimo disco che non si fossilizza sugli stereotipi del rock progressivo, ma se ne serve come pista di lancio per sperimentare tra una gamma di sonorità straordinariamente ampia.http://kdcobain.forumcommunity.net/?t=20679071

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Recensione di “AUT AUT” su lisolachenoncera.it

Aut Aut

Psicosuono

Ambrosiana
2008

Durata: 42:24

Brani migliori:
Il tuo destino
Mistica
Sonno della notte

di Rosario Pantaleo

Sono giovani, esordienti, interessanti. Certo, se cerchiamo canzoni d’autore in questo lavoro degli Psicosuono, Aut aut (prodotto da Livio Magnini dei Bluvertigo), non ne troviamo, però è innegabile che del talento in questo gruppo se ne ravvisa la presenza. Un talento costruito soprattutto intorno al buon lavoro prodotto dalla chitarra di Stefano De Marchi, autore di parole e musiche di tutti i brani che possiedono una cifra stilistica di impianto pop-rock gradevole, disinvolta, mai eccessiva né forzata. Le sei corde di De Marchi sono onnipresenti, mai invadenti, e marchiano in maniera netta e precisa tutti i brani dell’album con rimandi a vari stili musicali (che non significa imitare bensì ispirarsi a), i quali rendono il tutto piuttosto vario e mai monocorde. E’ questo prima di tutto ciò che emerge dall’ascolto di tracce come Il tuo destino o Mistica: gli Psicosuono rappresentano un buon ensemble che può progredire se riuscirà a suonare con continuità dal vivo e se alla già interessante struttura musicale saprà collegare testi di maggiore spessore lirico. Esercizio non facile ma fattibile alla luce della storia musicale che abbiamo conosciuto agli albori degli anni settanta, dove molti dei gruppi fortemente caratterizzati dall’ambito strumentale riuscivano a ritagliare momenti di forte spessore lirico per rendere il proprio lavoro più completo ed intenso. Vedremo che sapranno fare questi cinque ragazzi.
http://www.lisolachenoncera.it/recensioni/?id=569

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Intervista agli Psicosuono di Davide Riccio


Intervista con Psicosuono

 

 

Elisabetta Giglioli

 www.myspace.com/psicosuonohttp://www.psicosuono.com/ 

Gli “Psicosuono” sono un gruppo dichiaratamente ispirato al progressive rock degli anni ’70. Nati nel 2004 A Paderno Dugnano (Milano) su iniziativa di Stefano De Marchi (chitarra) e di Elisabetta Giglioli (voce di formazione jazz e tastiere) con la collaborazione di Emanuele Luisi (batteria) e Antonello Colamonaco (basso), gli Psicosuono elaborano un proprio repertorio originale e cominciano a esibirsi nei locali italiani e nei festival fino ad arrivare nel 2008 al primo album “Aut Aut”, prodotto da Livio Magnini (Bluvertigo, Giorgia, Rezophonic, Jetlag) per l’etichetta “Ambrosiana“. L’album è in rotazione nelle radio italiane ed estere ed è disponibile nei negozi della catena di distribuzione “Venus” (FNAC, Feltrinelli, Ricordi ecc.).

 

 COMUNICATO STAMPA DI CASI UMANISETTE DATE A MILANO E DINTORNI PER GLI PSICOSUONO!

Siete stanchi dell’ondata di pop televisivo che Sanremo, Amici e X-Factor vi hanno propinato fino ad oggi? Pensate che ormai si debbano fare miglia per trovare un gruppo che sappia suonare con l’anima e con la tecnica del buon rock?Gli Psicosuono sono la vostra salvezza. Con un disco di squisito rock eclettico all’attivo (Aut Aut) il gruppo, nato nel 2004, propone un rock originale aperto a contaminazioni jazz, blues, funky e classiche, dichiaratamente ispirato all’atmosfera progressive internazionale degli anni ‘70.  A giorni uscirà il loro nuovo singolo, “Iride”, accompagnato da un eccellente videoclip diretto dal regista Jacopo Rondinelli e con la partecipazione degli attori Alessandro Sampaoli, Giorgia Cardaci e Clara Dossena. Ma nel frattempo gli Psicosuono vi aspettano a Milano e dintorni per una manciata di concerti concentrati nelle prossime settimane: impossibile non trovare la serata giusta per gustarli!9 maggio 2009 - DNArte Club - Assago, Milano, 12 Maggio 2009 22.00 - BLUES HOUSE - Milano, 14 Maggio 2009 ore 22.00 - BLUE ROSE SALOON - Bresso (Mi), 2 Giugno 2009 ore 21.0 - PIOLTELLO - Pioltello (Mi), 13 Luglio 2009 ore 22.00 - CINEMA “LE GIRAFFE” - Paderno Dugnano (Mi), 20 Giugno 2009 ore 17.00 - DYLAN’S CAFE’ - Abbiategrasso (MI), 4 Luglio 2009 ore 16.00 - PARCO BELLONI (Paderno Dugnano) - Cassina Amata (Paderno Dugnano - MI) 

Davide Aut-Aut… La vita estetica o la vita etica? Psicosuono 

Secondo noi questo particolare Aut-Aut si risolve in realtà in una relazione causa-effetto, dove la causa è necessariamente data dalle nostre decisioni nel vivere etico – le quali a loro volta determinano naturalmente la nostra estetica, ossia il modo in cui il mondo ci vede e riconosce (con le nostre peculiarità). Ci troviamo inevitabilmente di fronte a scelte di ogni tipo, le quali una volta intraprese plasmano la nostra identità di uomini; semplici “sì” o “no” possono deviare la rotta di un’intera vita, compromettendo anche il nostro interagire con gli altri.

 Davide 

Quando ero un ragazzo, certa musica divenne progressive, innovativa e inaudita. Era la naturale e conseguente (nonché emozionante) progressione del rock dalle sue radici verso un crescente livello di conoscenze, esigenze, complessità e superamento. Da allora fatico a pensare che sono passati più di trent’anni, ma tant’è. Quale senso di progressione o spirito di ricerca attribuite voi alla vostra musica perché non sia solo più una sorta di “regressivo” e generico ripescaggio? Quel che allora fu nuovo, oggi non lo è più…

 

Psicosuono

 

Noi non pretendiamo di superare nessuno in complessità e conoscenza della musica; sarebbe presuntuoso ed arrogante il solo pensiero. Quello che facciamo è semplicemente esprimerci liberamente, al nostro personale e senza dubbio giovane stato di consapevolezza artistica – il quale però, sospinto dalla curiosità e dalla voglia di provare strade nuove, procede in un cammino sempre proiettato verso il futuro. D’altra parte riteniamo impossibile ignorare il linguaggio elaborato dai grandi musicisti della storia (di tutti i generi musicali). Sarebbe come pretendere di scrivere e parlare sensatamente una qualsiasi lingua senza conoscerne le lettere dell’alfabeto.

La nostra ricerca consiste nell’incessante indagare sul nostro stato d’animo; le nostre visioni, pulsioni e fantasie si traducono così in verso, per poi diventare suono – quando la parola non basta. Anche per questo ci siamo sempre rifiutati di intraprendere la strada delle cover-band. Abbiamo una personale ed attuale visione del mondo, e sentiamo l’esigenza di raccontarla a modo nostro – cosa resa possibile grazie anche all’indipendenza della produzione di “Aut Aut”.

 

Davide

 

Oggi mi riscopro a ricercare tutto il trash musicale del passato, che odiavo, ignoravo, ingolfandomi invece di altissime cose come Henry Cow, Magma o Third Ear Band et similia; e ne sono ora (di quel trash) incredibilmente entusiasta. Il tempo ha dimostrato che tutto si mobilita e nobilita… Toccherà anche ad Amici, X Factor come in fondo è già toccato ai vecchi Sanremo… Riferendoci ancora a quella che fu l’estetica progressive, che senso ha voler conferire ancora un valore artistico a certa musica e ad altra no?

 

Psicosuono

 

Per noi l’arte è un messaggio insieme particolare (in quanto realizzata con le mani o con la mente di un essere umano) e universale (in quanto espressione di stati d’animo comuni a tutti). L’arte si può trovare ovunque e può assumere molteplici forme; non siamo certo noi a decidere il dove e il come. Ci sono ottimi brani rock progressive, come ottimi brani pop; l’importante secondo noi è che il messaggio musicale abbia un senso e sia sincero – e non costruito a tavolino, incanalato per forza di cose in un percorso statico. Il valore artistico di un’opera si scopre poi con il tempo, quando i decenni o i secoli non riescono ad oscurarne la significatività.

Programmi come X-Factor e Amici non sono al momento – sempre secondo il nostro modesto parere – fucina di opere d’arte, quanto di interpreti (spesso anche molto bravi). Per quanto sia difficile ed apprezzabile approfondire l’interpretazione di un brano già scritto, crediamo che solo l’invenzione – difficile da realizzare, soggetta a mille critiche, ma fonte di enormi soddisfazioni personali e di sviluppo – sia davvero meritevole di essere premiata. Alle scuole elementari tutti abbiamo passato mesi a ripetere sillabe e tabelline; qualcuno, poi – da grande – ha scritto opere letterarie rivoluzionarie o è diventato uno scenziato capace di trovare cure per terribili malattie.

 

Davide

 

Il progressive rock, di nascita borghese, perseguiva un solo obiettivo: la bellezza e la ricerca di essa. Niente politica, niente critica alla società (Animals dei Pink Floyd di orwelliana memoria e pochi altri a parte). Voi non avete nulla da criticare? L’arte non ha più nulla da criticare a questa società?

 

Psicosuono

 

Pur ispirandoci al progressive rock, noi siamo giovani del terzo millennio; l’ambiente che ci circonda non è quello degli anni ’70: la storia è ovviamente andata avanti. Con ciò intendiamo spiegare che non ci si deve aspettare da noi lo stesso identico modo di pensare di quei musicisti in quel particolare periodo; inoltre siamo tutt’altro che “borghesi” nel nostro vivere quotidiano.

L’arte critica sempre qualcosa, in modo più o meno velato. La critica però non deve essere intesa solo dal punto di vista negativo; si può anche criticare e giudicare la bellezza di un paesaggio, l’intensità e la forza di un’azione. Non vogliamo essere disfattisti, perchè bisogna saper cogliere ciò che di buono ci circonda (il pessimismo non ci sembra un’arma vincente nella vita); contemporaneamente cerchiamo di capire il perchè di tante contraddizioni del nostro tempo o di sempre – come quella della guerra, in “Calpesta e scivola!”.

 

Davide

 

Le copertine del progressive rock… Sappiamo quanta importanza rivestisse la copertina dei vinili del progressive (Hipgnosis, il salvadanaio del Banco ecc.) e pertanto non posso fare a meno di chiedervi le ragioni che hanno portato a scegliere la vostra di “Aut Aut”. Quello yo-yo è un omaggio a Cat Stevens di Izitso?

 

Psicosuono

 

La copertina di “Aut Aut” rappresenta una mano che manovra attraverso alcuni fili le lettere del nome del disco. Quella mano è la nostra, e le lettere appese ai fili sono le variabili e le opportunità che la vita ci offre; nessuno può sapere quale sia il modo migliore di gestirle, ma una cosa è chiara: in qualche modo dobbiamo farlo. Altrimenti non vivremo mai pienamente la nostra vita, ma saranno gli altri a decidere per noi. Sinceramente il riferimento a Izitso è stato del tutto involontario, ma ci fa comunque piacere che si colgano dei legami con altre opere. Anche questo è compito dell’arte: permettere il confronto, far sorgere dubbi e curiosità, mettere in moto la mente.

 

Davide

 

A proposito di psicosuoni… Mandelbrot dimostrò che i rumori alla periferia del sistema nervoso centrale somigliano al rumore bianco, mentre nel cervello si presentano rumori rosa… simili a scrosci di pioggia, alla risacca del mare… 

Ho letto che il nome “Psicosuono” è un neologismo coniato per indicare la vostra volontà di esplorare, attraverso un suono originale ed evocativo, gli spazi misteriosi e reconditi della psiche e dell’animo umano. Un programma psichedelico impegnativo… Per non limitarci alla funzione encefalica della fisiologia e psicologia contemporanee, tornando cioè a Omero, a Cartesio… Il bel canto, la bella voce di Elisabetta, quando “abbandona il suo corpo fuoriuscendo dalla bocca”, senz’altro contiene in sé un soffio vitale o anemos che raggiunge chi la ascolta con un bel contenuto emozionale, ma… psychein, soffiare… potete soffiarci, senza versi da liberamente interpretare, un vostro più esplicito e preciso segreto carpito o capito in questi vostri primi anni di esplorazione della psiche (causa della vita mai univocamente interpretata) attraverso la musica?

 

Psicosuono

 

Il cervello umano è ancora per la maggior parte scientificamente inesplorato. Figuriamoci se noi possiamo individuare e svelare improvvisamente tutte le risposte! Quello che possiamo dire è che la nostra musica ci ha permesso fino ad ora di superare paure, dubbi ed angosce personali, altrimenti non risolvibili – come in una vera e propria terapia. Ci sembra già un ottimo traguardo. Il suonare insieme, lo sfogarsi riversando mari di inchiostro su fogli e spartiti, sono per noi un’ottimo sostitutivo di qualsiasi medicina o droga – di cui facciamo volentieri a meno.

 

Davide

 

Abbiamo parlato di progressive rock, ma Rockit (riporto per esteso e per dovere di citazione il nome Riccardo Angelo Colabattista) vi ha recensito come gruppo di rock pop leggero, che nonostante le venature progressive, funky, jazz, blues ecc. fa prevalere melodia e arrangiamenti passabili alla radio. Condivido quel punto di vista, naturalmente senza alcuna accezione critica negativa. Anzi… Del resto fate ottime canzoni. Del resto collocarsi nei generi non aiuta; la vostra musica si motiva da sé. Io non vi definirei un gruppo progressive rock, sebbene vi siano dei momenti in cui virate verso quei tempi e modi. E’ una questione non proprio pacificata e rassegnata di compromessi per conseguire la popolarità o è una raggiunta cifra stilistica?

 

Psicosuono

 

Caro Davide, in questo hai ragione. Noi non possiamo definirci progressive rockers a tutti gli effetti; del prog però, il nostro strano rock per esempio conserva la contaminazione tra elementi provenienti da più culture, e la voglia di dare sia una sostanza che una forma artistica al nostro pensiero. Le nostre personali esperienze hanno poi fatto nascere lo stile “PSICOSUONO”, che ti assicuriamo essere tutt’altro che risultato di compromessi; il fatto di non produrre canzoni “in serie” ci ha spesso penalizzato – avendo molte persone il pregiudizio che un gruppo debba per forza proporre un unico genere musicale, pena un presunto “non avere bene le idee chiare”. Che colpa abbiamo noi se una canzone vuole assumere un ritmo piuttosto che un altro? In fondo l’opera esiste già prima della sua creazione nella nostra mente, e noi siamo solo degli scalpelli in opera per farla emergere dall’indefinizione e dall’incertezza.

 

Davide

 

Il diritto alla parola non è da considerarsi illimitato… Cosa direste ora liberamente?

 

Psicosuono

 

Vorremmo ringraziarti per averci fatto delle domande non banali. E se ne avessi altre, saremmo pronti a risponderti.

 

Davide

 

Allora alla prossima. Ciao e grazie.

 

Psicosuono

 

Grazie a te.

 

Ancora un grazie a Paola Conforti di Casi Umani.

Pubblicato il 13/05/2009 da Davide Riccio, per la rubrica MUSICA

Davide Riccio

Davide Riccio è nato nel 1966 a Torino, dove vive svolgendo da vent’anni la professione di educatore in ambito socio-assistenziale e psichiatrico. Polistrumentista compositore e cantante autore di genere eclettico, ama da sempre ricercare nuovi linguaggi musicali e strumenti di ogni sorta (attualmente sta esplorando e studiando il Theremin e il didgeridoo). Ha suonato e inciso dischi fin dalla seconda metà degli anni ’80. Ultimi lavori del 2006, il poema multimediale “L’Orfeo concluso”, con musiche proprie e di Ashtool, Paolo Veneziani, Marco Barluzzi, All Scars Orchestra, Paola Bianchi (Ludmila), Nyko Esterle, Volvox dei Fckn Bstrds ed altri musicisti elettronici e sperimentali (Into my bed rec./Unamusica), l’album “Voci”, sul testo “La strega” di Jules Michelet con i Timelines (Claudio Ricciardi, Marino Curianò, Giuseppe Verticchio, Simone Fiaccavento) e “Wrong or right of forty” (ospiti Marco Barluzzi, Paolo Veneziani, Sandblasting, Strinqulu, maestro Giorgio Lanzani, Claudio Ricciardi, Paul Beauchamp aka Gullinkambi etc.). Ha scritto poesie e racconti, che ha pubblicato su antologie e riviste sparse dal 1983 ad oggi. Numerosi i siti internet che ospitano i suoi lavori. Ha scritto il romanzo “La banca dei Reincarnati” e pubblicato la raccolta di poesie “Povertissement” con prefazione di Sandro Gros-Pietro (Genesi editrice, 2006). Dal 1998 è stato copywriter in pubblicità per una nota agenzia milanese e giornalista (La Val Susa, Torino Sera, Oblò) occupandosi di cultura in genere e divulgazione. Attualmente scrive per alcune webzines e si occupa prevalentemente di articoli ed interviste a gruppi musicali e musicisti emergenti o già affermati dell’underground italiano ed internazionale, con particolare attenzione alle avanguardie e al rock indipendente.http://www.kultunderground.org/articoli.asp?art=1304  

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Recensione di “AUT AUT” su Saltinaria.it

PSICOSUONO - Aut Aut (Ambrosiana, 2008)    

  • 5/5

 

Recensioni Cd/Promo/Demo

Scritto da Andrea Cova   

Mercoledì 17 Dicembre 2008 00:20

PSICOSUONO - Aut Aut (Ambrosiana, 2008)“Aut Aut” è l’album di esordio dei milanesi Psicosuono: un sound maturo, corposo e trascinante avvolge i nove brani di questo convincente punto di partenza, sostanziati da un intenso e potente rock progressive ottimamente suonato e cantato e contraddistinti da testi poetici, allegorici e suscettibili di molteplici interpretazioni.

 

Genere: Rock Progressive, Funky, Jazz, Pop

Voto: 7.5/10

Ascolta anche: PFM, Pink Floyd, Dirotta su Cuba

 

Il progetto Psicosuono nasce quasi cinque anni fa nell’hinterland milanese coinvolgendo quattro musicisti, accomunati da un grande talento e dalla passione per il rock degli anni Settanta e tutto il ricco panorama di gruppi quali ad esempio Pink Floyd, Genesis e l’italianissima PFM che in quel periodo hanno raggiunto l’apice del successo, assurgendo al ruolo di vere e proprie pietre miliari per le nuove generazioni che a loro costantemente si ispirano. Il sound degli Psicosuono non è però semplicisticamente rivolto al passato, ma al contrario si apre a svariate contaminazioni di assoluta modernità, strizzando l’occhio al funky, al jazz e al pop d’autore, una miscela che li rende indiscutibilmente originali e capaci di catturare immediatamente l’attenzione dell’ascoltatore.

Questo loro primo album “Aut Aut” è stato realizzato grazie al sostegno e alla collaborazione del produttore artistico Livio Magnini, membro dei Bluvertigo, coinvolto nel progetto musicale Rezophonic e in passato già al lavoro, sempre nella veste di produttore, al fianco di Giorgia nella realizzazione dei suoi ultimi lavori discografici di studio. Significativo il titolo scelto per il disco: la locuzione latina allude chiaramente alla necessità imprescindibile della scelta, tappa che segna un autentico esercizio di libertà da parte di ciascun essere umano e che ne indirizza il percorso di vita; si tratta di un vero e proprio file-rouge che percorre diametralmente i nove brani dell’esordio musicale degli Psicosuono e viene sviscerato attraverso testi che fanno della metafora e della ricercatezza compositiva e poetica una orgogliosa ed apprezzabilissima cifra distintiva.

Di sicuro impatto è l’energico, graffiante e vigoroso singolo di lancio “Sonno della notte” che apre l’album e costituisce un egregio antipasto sonoro per accostarsi alle prelibate pietanze che verranno snocciolate in quest’ora di ottima musica. Si passa poi da “Mistica”, gioiellino di rock progressive permeato da influenze jazzistiche e funky alla magnifica ballata “Iride” di grande delicatezza e capace di riscaldare l’anima in maniera sottile e penetrante. Altrettanto convincenti e preziose sono poi “Il tuo destino”, “Calpesta e scivola!” e “L’occhio dell’uragano”, diverse sfaccettature dell’evocativa ed accurata indagine della psiche e dell’animo umano che rappresenta l’obiettivo espressivo primario della band, un’indagine tagliente e priva di inibizioni nella quotidiana ed individuale lotta tra luce e ombra, divisi tra il desiderio di ritrovare sé stessi travolti dal senso di smarrimento che lacera la coscienza e l’incapacità di tradurre questa esigenza nel vissuto di tutti i giorni.

Tra le numerose frecce a disposizione nella faretra degli Psicosuono per fare centro, tra le più efficaci come non annoverare la sorprendente, versatile ed emozionante vocalità di Elisabetta Giglioli che coniuga alla perfezione tecnica ed espressività, conferendo ad ogni brano un originalità ed un’intensità che è davvero difficile riscontrare in un gruppo italiano al suo esordio discografico. Non da meno è l’abilità degli altri musicisti: percussioni che non concedono tregua col loro ritmo serrato, chitarre impetuosamente graffianti ed un basso che sottolinea gli accenti propri delle singole canzoni contribuiscono a confezionare un prodotto di assoluta qualità. Se proprio si dovesse individuare un aspetto parzialmente negativo, forse questo sarebbe ravvisabile nell’eccessiva durata di taluni brani e in particolare dei numerosi assoli strumentali o dei momenti di improvvisazione vocale che poco aggiungono alla già evidente preziosità delle canzoni e rischiano di sconfinare in una sorta di compiaciuto esercizio di stile.

Decisamente da tenere d’occhio gli Psicosuono: indubbiamente una delle più piacevoli sorprese musicali di quest’ultimo scorcio d’anno, che già convince pienamente e che siamo sicuri nel prossimo futuro non potrà che riservarci emozioni musicali a profusione.

http://www.saltinaria.it/recensioni/cdpromodemo/1876-psicosuono-aut-aut-recensione.html 

 

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Articolo sugli Psicosuono sul periodico musicale “Clatter”

Clicca sulla miniatura per leggere l’ultimo articolo uscito su di noi!

Articolo Psicosuono su “Claster”

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Recensione di “AUT AUT” su Losingtoday.com

A quattro anni dalla formazione, il quartetto degli Psicosuono, proveniente dall’hinterland milanese, al traguardo del primo lavoro sulla lunga distanza.
Nove brani nel quale su una tipica matrice di ‘rock all’italiana’, fortemente incentrata sull’aspetto melodico dei brani, vengono via via inseriti elementi provenienti da diverse suggestioni, offrendo nel corso del disco una certa varietà di panorami e umori sonori.
Un’alternanza di sapori frutto di un impianto strumentale decisamente orientato al rock, con più di un accento progressive, e un’interpretazione vocale invece decisamente orientata verso climi jazz, oltre che naturalmente influenzata, forse con esiti un pò troppo di ‘maniera’ dalla classica tradizione cantautorale italiana.
Il principale pregio del disco finisce cos’ per essere questo continuo variare da un brano all’altro (e anche al loro interno) ed emergere di varie impressioni, tra rock, come detto, con qualche punta progressive e isolate spolverate metal, negli episodici assoli di chitarra, e jazz, spesso e volentieri con inclinazioni funky piuttosto che con colorazioni che rimandano alla stagione ‘elettrica’ degli anni ‘70. Il tutto incorniciato da una spiccata propensione alla melodia, inparallelo cercando di smussare le maggiori spigolosità, tra momenti dai toni più accesi, parentesi rilassate, quasi da ‘club’ ed episodi vagamente onirici.
Se per un verso quindi “Aut Aut” offre un’ascolto tutto sommato gradevole, sostenuto dalle indubbie capacità del gruppo e dalle doti vocali della singer Elisabetta Giglioli, sul fronte opposto si fa strada nel corso dell’ascolto l’impressione che il gruppo si sia voluto concentrare su una ‘bella forma’, tenendosi in certi frangenti un pò troppo sotto controllo laddove forse sarebbe stato più efficace un maggiore lasciarsi andare, mentre in alcuni episodi meno riusciti i cambi di suggestione sembrano dettati piuttosto da qualche indecisione sulla strada da prendere.
Alla fine, le buone doti e idee di base si scontrano con qualche incertezza tipica dell’esordio e un pizzico di ‘voglia di farsi piacere’di troppo: focalizzando meglio le proprie scelte e con un pò di coraggio in più, la formazione milanese non potrà che crescere ulteriormente.

MARCELLO BERLICH

http://www.losingtoday.com/it/reviews.php?review_id=4932

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Recensione di “AUT AUT” su xtm.it


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