Intervista di Davide Riccio su “kultunderground.org”

Davide
Aut-Aut… La vita estetica o la vita etica?

Psicosuono
Secondo noi questo particolare Aut-Aut si risolve in realtà in una relazione causa-effetto, dove la causa è necessariamente data dalle nostre decisioni nel vivere etico – le quali a loro volta determinano naturalmente la nostra estetica, ossia il modo in cui il mondo ci vede e riconosce (con le nostre peculiarità). Ci troviamo inevitabilmente di fronte a scelte di ogni tipo, le quali una volta intraprese plasmano la nostra identità di uomini; semplici “sì” o “no” possono deviare la rotta di un’intera vita, compromettendo anche il nostro interagire con gli altri.

Davide
Quando ero un ragazzo, certa musica divenne progressive, innovativa e inaudita. Era la naturale e conseguente (nonché emozionante) progressione del rock dalle sue radici verso un crescente livello di conoscenze, esigenze, complessità e superamento. Da allora fatico a pensare che sono passati più di trent’anni, ma tant’è. Quale senso di progressione o spirito di ricerca attribuite voi alla vostra musica perché non sia solo più una sorta di “regressivo” e generico ripescaggio? Quel che allora fu nuovo, oggi non lo è più…


Psicosuono

Noi non pretendiamo di superare nessuno in complessità e conoscenza della musica; sarebbe presuntuoso ed arrogante il solo pensiero. Quello che facciamo è semplicemente esprimerci liberamente, al nostro personale e senza dubbio giovane stato di consapevolezza artistica – il quale però, sospinto dalla curiosità e dalla voglia di provare strade nuove, procede in un cammino sempre proiettato verso il futuro. D’altra parte riteniamo impossibile ignorare il linguaggio elaborato dai grandi musicisti della storia (di tutti i generi musicali). Sarebbe come pretendere di scrivere e parlare sensatamente una qualsiasi lingua senza conoscerne le lettere dell’alfabeto.

La nostra ricerca consiste nell’incessante indagare sul nostro stato d’animo; le nostre visioni, pulsioni e fantasie si traducono così in verso, per poi diventare suono – quando la parola non basta. Anche per questo ci siamo sempre rifiutati di intraprendere la strada delle cover-band. Abbiamo una personale ed attuale visione del mondo, e sentiamo l’esigenza di raccontarla a modo nostro – cosa resa possibile grazie anche all’indipendenza della produzione di “Aut Aut”.

Davide
Oggi mi riscopro a ricercare tutto il trash musicale del passato, che odiavo, ignoravo, ingolfandomi invece di altissime cose come Henry Cow, Magma o Third Ear Band et similia; e ne sono ora (di quel trash) incredibilmente entusiasta. Il tempo ha dimostrato che tutto si mobilita e nobilita… Toccherà anche ad Amici, X Factor come in fondo è già toccato ai vecchi Sanremo… Riferendoci ancora a quella che fu l’estetica progressive, che senso ha voler conferire ancora un valore artistico a certa musica e ad altra no?

Psicosuono
Per noi l’arte è un messaggio insieme particolare (in quanto realizzata con le mani o con la mente di un essere umano) e universale (in quanto espressione di stati d’animo comuni a tutti). L’arte si può trovare ovunque e può assumere molteplici forme; non siamo certo noi a decidere il dove e il come. Ci sono ottimi brani rock progressive, come ottimi brani pop; l’importante secondo noi è che il messaggio musicale abbia un senso e sia sincero – e non costruito a tavolino, incanalato per forza di cose in un percorso statico. Il valore artistico di un’opera si scopre poi con il tempo, quando i decenni o i secoli non riescono ad oscurarne la significatività.

Programmi come X-Factor e Amici non sono al momento – sempre secondo il nostro modesto parere – fucina di opere d’arte, quanto di interpreti (spesso anche molto bravi). Per quanto sia difficile ed apprezzabile approfondire l’interpretazione di un brano già scritto, crediamo che solo l’invenzione – difficile da realizzare, soggetta a mille critiche, ma fonte di enormi soddisfazioni personali e di sviluppo – sia davvero meritevole di essere premiata. Alle scuole elementari tutti abbiamo passato mesi a ripetere sillabe e tabelline; qualcuno, poi – da grande – ha scritto opere letterarie rivoluzionarie o è diventato uno scenziato capace di trovare cure per terribili malattie.

Davide
Il progressive rock, di nascita borghese, perseguiva un solo obiettivo: la bellezza e la ricerca di essa. Niente politica, niente critica alla società (Animals dei Pink Floyd di orwelliana memoria e pochi altri a parte). Voi non avete nulla da criticare? L’arte non ha più nulla da criticare a questa società?

Psicosuono
Pur ispirandoci al progressive rock, noi siamo giovani del terzo millennio; l’ambiente che ci circonda non è quello degli anni ’70: la storia è ovviamente andata avanti. Con ciò intendiamo spiegare che non ci si deve aspettare da noi lo stesso identico modo di pensare di quei musicisti in quel particolare periodo; inoltre siamo tutt’altro che “borghesi” nel nostro vivere quotidiano.

L’arte critica sempre qualcosa, in modo più o meno velato. La critica però non deve essere intesa solo dal punto di vista negativo; si può anche criticare e giudicare la bellezza di un paesaggio, l’intensità e la forza di un’azione. Non vogliamo essere disfattisti, perchè bisogna saper cogliere ciò che di buono ci circonda (il pessimismo non ci sembra un’arma vincente nella vita); contemporaneamente cerchiamo di capire il perchè di tante contraddizioni del nostro tempo o di sempre – come quella della guerra, in “Calpesta e scivola!”.

Davide
Le copertine del progressive rock… Sappiamo quanta importanza rivestisse la copertina dei vinili del progressive (Hipgnosis, il salvadanaio del Banco ecc.) e pertanto non posso fare a meno di chiedervi le ragioni che hanno portato a scegliere la vostra di “Aut Aut”. Quello yo-yo è un omaggio a Cat Stevens di Izitso?

Psicosuono
La copertina di “Aut Aut” rappresenta una mano che manovra attraverso alcuni fili le lettere del nome del disco. Quella mano è la nostra, e le lettere appese ai fili sono le variabili e le opportunità che la vita ci offre; nessuno può sapere quale sia il modo migliore di gestirle, ma una cosa è chiara: in qualche modo dobbiamo farlo. Altrimenti non vivremo mai pienamente la nostra vita, ma saranno gli altri a decidere per noi. Sinceramente il riferimento a Izitso è stato del tutto involontario, ma ci fa comunque piacere che si colgano dei legami con altre opere. Anche questo è compito dell’arte: permettere il confronto, far sorgere dubbi e curiosità, mettere in moto la mente.

Davide
A proposito di psicosuoni… Mandelbrot dimostrò che i rumori alla periferia del sistema nervoso centrale somigliano al rumore bianco, mentre nel cervello si presentano rumori rosa… simili a scrosci di pioggia, alla risacca del mare…

Ho letto che il nome “Psicosuono” è un neologismo coniato per indicare la vostra volontà di esplorare, attraverso un suono originale ed evocativo, gli spazi misteriosi e reconditi della psiche e dell’animo umano. Un programma psichedelico impegnativo… Per non limitarci alla funzione encefalica della fisiologia e psicologia contemporanee, tornando cioè a Omero, a Cartesio… Il bel canto, la bella voce di Elisabetta, quando “abbandona il suo corpo fuoriuscendo dalla bocca”, senz’altro contiene in sé un soffio vitale o anemos che raggiunge chi la ascolta con un bel contenuto emozionale, ma… psychein, soffiare… potete soffiarci, senza versi da liberamente interpretare, un vostro più esplicito e preciso segreto carpito o capito in questi vostri primi anni di esplorazione della psiche (causa della vita mai univocamente interpretata) attraverso la musica?

Psicosuono
Il cervello umano è ancora per la maggior parte scientificamente inesplorato. Figuriamoci se noi possiamo individuare e svelare improvvisamente tutte le risposte! Quello che possiamo dire è che la nostra musica ci ha permesso fino ad ora di superare paure, dubbi ed angosce personali, altrimenti non risolvibili – come in una vera e propria terapia. Ci sembra già un ottimo traguardo. Il suonare insieme, lo sfogarsi riversando mari di inchiostro su fogli e spartiti, sono per noi un’ottimo sostitutivo di qualsiasi medicina o droga – di cui facciamo volentieri a meno.

Davide
Abbiamo parlato di progressive rock, ma Rockit (riporto per esteso e per dovere di citazione il nome Riccardo Angelo Colabattista) vi ha recensito come gruppo di rock pop leggero, che nonostante le venature progressive, funky, jazz, blues ecc. fa prevalere melodia e arrangiamenti passabili alla radio. Condivido quel punto di vista, naturalmente senza alcuna accezione critica negativa. Anzi… Del resto fate ottime canzoni. Del resto collocarsi nei generi non aiuta; la vostra musica si motiva da sé. Io non vi definirei un gruppo progressive rock, sebbene vi siano dei momenti in cui virate verso quei tempi e modi. E’ una questione non proprio pacificata e rassegnata di compromessi per conseguire la popolarità o è una raggiunta cifra stilistica?

Psicosuono
Caro Davide, in questo hai ragione. Noi non possiamo definirci progressive rockers a tutti gli effetti; del prog però, il nostro strano rock per esempio conserva la contaminazione tra elementi provenienti da più culture, e la voglia di dare sia una sostanza che una forma artistica al nostro pensiero. Le nostre personali esperienze hanno poi fatto nascere lo stile “PSICOSUONO”, che ti assicuriamo essere tutt’altro che risultato di compromessi; il fatto di non produrre canzoni “in serie” ci ha spesso penalizzato – avendo molte persone il pregiudizio che un gruppo debba per forza proporre un unico genere musicale, pena un presunto “non avere bene le idee chiare”. Che colpa abbiamo noi se una canzone vuole assumere un ritmo piuttosto che un altro? In fondo l’opera esiste già prima della sua creazione nella nostra mente, e noi siamo solo degli scalpelli in opera per farla emergere dall’indefinizione e dall’incertezza.

Davide
Il diritto alla parola non è da considerarsi illimitato… Cosa direste ora liberamente?

Psicosuono
Vorremmo ringraziarti per averci fatto delle domande non banali. E se ne avessi altre, saremmo pronti a risponderti.

Davide
Allora alla prossima. Ciao e grazie.

Psicosuono
Grazie a te.

 

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