Recensione di Donato Zoppo su “MovimentiPROG”

Un sofisticato pop-rock per il giovane quartetto lombardo
voto: 7

Una giovane band che mi colpì qualche anno fa per la piacevole miscela tra rock melodico all’italiana, atmosfere liquide e visionarie alla Pink Floyd e un gusto per l’arrangiamento tutto figlio del progressive. Sono gli Psicosuono da Milano, che ritroviamo con una formazione rinnovata (oggi in quartetto) e un nuovo progetto dal titolo “Aut Aut”, curato da un produttore di lusso come Livio Magnini dei Bluvertigo.

Il disco è sicuramente messo a fuoco meglio rispetto al promo precedente: la band ha avuto la possibilità di esibirsi spesso dal vivo e la modifica della formazione ha donato maggior concretezza al songwriting, che oggi risulta più immediato e secco. Basta ascoltare la fulminante opener “Sonno della notte” per capire l’impalcatura del lavoro: un rock melodico ben congegnato, scorrevole e realizzato con brio per valorizzare le doti vocali di Elisabetta Giglioli. “Mistica” è probabilmente il momento più alto e il brano che meglio rappresenta la band, nell’elegante fusione tra art-rock e ricami funky-fusion alla Doobie Brothers, come la stessa “Omega”; di approccio diverso – in equilibrio tra intensità melodica e ricerca – “Il tuo destino” e la title-track. I riferimenti alle atmosfere floydiane tornano in “Caplesta e scivola”.

Il chitarrista Stefano De Marchi è il fulcro della band: autore di tutti i pezzi, garantisce un buon equilibrio generale. Se per questo motivo “Aut aut” è un lp omogeneo e con una cifra stilistica abbastanza definita, è anche vero che il principale difetto è la mancanza di una personalità forte, che possa distinguere gli Psicosuono dalle altre band dell’underground italiano.

“Aut aut” è comunque un disco grazioso. Un ottimo primo passo per un gruppo al quale auguriamo una grande crescita.